Ambiente & sviluppo
aghetera è una giovane società che propone metodi innovativi per l’analisi, l’identificazione e la soluzione delle problematiche connesse alla moderna gestione del territorio.
Il nostro approccio prevede il coinvolgimento diretto e partecipativo di tutti gli attori coinvolti nei problemi, la riduzione in termini elementari di ciascuna criticità, e per ognuna di queste l’individuazione di percorsi interdisciplinari dedicati. Il valore aggiunto di questa strategia è quello di trovare l’interesse comune, favorire la partecipazione e l’impegno, ottimizzando risultati finali e vantaggi per tutti gli attori coinvolti.
aghetera propone a pubbliche amministrazioni, aziende, gruppi di interesse di diventare protagonisti del cambiamento agendo da fattore innescante di processi virtuosi per il miglioramento sociale, ambientale, economico, e la liberazione di nuove potenzialità ed energie.
Environment & development
aghetera is a young company proposing innovative methods for the analysis, the identification and the solution of the problems related to modern territory management.
Our approach includes the direct and participatory involvement of all the actors concerned with the problems, the reduction to the elemental terms of every criticality and the identification of inter-disciplinary paths to go through for the solutions. The added value of this strategy is to find the common interest, facilitate the participation and commitment, optimizing the final results and advantages for all the actors involved.
aghetera proposes to public administrations, companies, associations and interest groups to participate as main characters for the change and to be the triggering factor for virtuous processes of social, environmental and economic improvement, and for the release of new potentialities and energies.
Un Articolo sull'EIO-LCA dell'Alto Adige pubblicato sulla rivista Review of Environment, Energy and Economics - Re3
| 27 Marzo 2013
Toward Economic Activities Benchmarking: A Study of the Bolzano Province
The study analyses the Bolzano Province economic system, with the aim of understanding its relationships with the ecosphere. An Input–Output model, combined with the Life Cycle Assessment, has been applied to assess the potential impacts related to air emissions, energy consumption and waste generation by economic activities. The results showed that most of the impacts are due to the production and disposal of waste. Specifically, the major impacts are attributable to the tertiary sector (domestic demand) and secondary sector (for the production of goods that have to be exported).
| 18 Marzo 2013
- Cosa stabilisce il Decreto 231/2001?
Il D. Lgs. 231/2001 introduce per la prima volta nell’ordinamento nazionale la responsabilità delle imprese per alcuni reati commessi dai propri dipendenti. L’elenco dei reati-presupposto è tale da interessare in modo significativo tutte le tipologie di imprese ed in particolare quelle agroalimentari. Le sanzioni previste possono incidere anche in misura rilevante sulla condizione economico-patrimoniale dell’impresa chiamata in causa.
- Come si può tutelare l’impresa?
Il Decreto tutela l’impresa riconoscendone la non responsabilità in presenza delle seguenti condizioni:
- L’impresa abbia adottato ed efficientemente attuato un Modello di organizzazione e di Gestione idoneo a prevenire i reati;
- L’impresa abbia conferito il compito di vigilare sul funzionamento del modello a un Organismo di Vigilanza dotato di autonomi poteri.
- Come è strutturato un Modello Organizzativo?
Il Modello Organizzativo è costituito da un elenco dei processi aziendali, non un manuale descrittivo, che ne costituiscono lo scenario operativo. Esso viene sviluppato a partire da una mappatura del rischio calibrata sul profilo di ogni azienda. All’interno del modello è importante associare, per ogni singola attività, una procedura di esecuzione, un responsabile e una gerarchia dei ruoli, i rischi di reato potenziali e le misure precauzionali attuate per evitarli.
Il Modello Organizzativo ai sensi del D. Lgs. 231/2001 può essere implementato in modo ancor più solido qualora gli si affianchi un Sistema di Gestione Integrato Aziendale: i due hanno infatti molti aspetti in comune ed apportano al complesso degli strumenti di gestione aziendale importanti vantaggi sistemici. L’importanza di un Sistema di Gestione Integrato è sottolineata dal fatto che esiste una certa connessione tra le componenti del Sistema e i rischi/reati a cui è rivolto il Decreto.
In seguito all’estensione del Decreto 231 anche ai reati ambientali, è necessario che il Modello Organizzativo sia formulato a partire da una mappatura dei rischi ambientali connessi all’attività svolta in azienda. In questo senso, un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) permette di rendere il Modello conforme a quanto stabilito dal Decreto in tema di rischi ambientali. Una soluzione conveniente è quella di condurre in parallelo le indagini ambientali e la valutazione dei rischi correlati necessarie alla creazione del Modello Organizzativo insieme a quelle richieste per la realizzazione di un SGA.
Il suggerimento poggia allo stesso tempo sul fatto che il consumatore moderno si rivolge, sempre di più, alla sostenibilità ambientale ed ai prodotti eco-friendly e su quello che – sia in termini normativi che giurisprudenziali1 – le imprese vengono sempre più richieste di dotarsi di strutture organizzative e procedimenti gestionali che le mettano al riparo dai rischi di commettere infrazioni o reati. Per cui una certificazione di sistema, come EMAS, da sola o combinata con una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD, Environmental Product Declaration, riferita a diverse categorie di impatto) o con l’analisi dell’impronta di carbonio (Carbon Footprint, riferita alla sola categoria “riscaldamento globale”) può portare l’impresa a gestire e a modulare nel tempo - da una posizione privilegiata - un vantaggio competitivo che può rinnovarsi quasi indefinitamente nell’ottica del miglioramento continuo, anticipando i tempi e risultando sistematicamente competitiva sul mercato, e innovativa rispetto alle altre aziende del settore, e agli occhi degli stakeholders in generale, ivi compresa la P.A.
Per maggiori informazioni sulla possibilità di costruire congiuntaneamente un Modello Organizzativo e un Sistema di Gestione Ambientale e per conoscere i passaggi e la fasi di implementazione richieste, si prega di consultare i file PDF scaricabili di seguito all'interno dei quali sono proposti alcuni esempi di studi e analisi LCA per settori specifici:
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settore agroalimentare
1 Es. Idoneità dei modelli 231 e sentenza Thyssen. http://goo.gl/XMsE4; http://www.rivista231.it/; Caso Impregilo: commenti alla sentenza del Tribunale di Milano. http://goo.gl/e1Xsx; Primo caso di esimente ex art.6. http://goo.gl/U1S60
| 18 Marzo 2013
PMI A PROVA DI SOSTENIBILITÀ
Il progetto WE-EEN vuole incrementare ulteriormente la considerazione delle imprese per gli aspetti ambientali e porre le basi per la fornitura di servizi ambientali validi alle PMI.
Servizi ambientali efficienti, basati su analisi dettagliate dei processi aziendali, sono azioni visibili (da parte del cliente e non solo) per la realizzazione di un duplice obiettivo: la riduzione dell'impatto ambientale e l'aumento della redditività delle PMI.
Gli obiettivi a cui ambisce il progetto europeo sono:
- ridurre l'impatto ambientale delle PMI in Europa (esse infatti proprio per la scala locale su cui operano spesso non vengono considerate nelle analisi degli impatti ambientali, ma essendo la realtà più diffusa in ogni Paese, producono un impatto complessivo che ha raggiunto livelli non più trascurabili anche rispetto alle Grandi Imprese);
- aiutare le PMI europee a trasformare le sfide ambientali in opportunità economiche;
- migliorare la fornitura di servizi ambientali alle PMI – da parte degli Enti responsabili – anche attraverso la rete Enterprise Europe Network; in alcuni settori economici (gestione dei rifiuti, trattamento delle superfici e produzione di componenti elettronici ed elettrici).
VANTAGGI PER LE PMI
Il progetto europeo WE-EEN, di cui Unioncamere del Veneto è partner, offre alle imprese la possibilità, attraverso un’indagine conoscitiva (vai al sito), di esprimere le loro principali esigenze in riferimento ai servizi ambientali.
L'obiettivo di questa indagine è raccogliere informazioni direttamente dalle aziende per comprendere meglio a che tipo di servizi ambientali sono interessate. Il progetto offre inoltre, alle PMI interessate, una consulenza gratuita sugli aspetti energetico–ambientali con un audit approfondito. La consulenza (co-finanziata dal progetto WE-EEN) avrà come scopo la realizzazione di un’analisi preliminare delle potenziali misure di risparmio e riduzione dei costi ottenibili con l'adozione di un programma ambientale seguita dall’ottenimento di una certificazione ambientale.
Aderendo al progetto, l’impresa può quindi:
- beneficiare di un’analisi preliminare a costo zero dei processi che caratterizzano la realtà aziendale;
- esprimere le principali difficoltà esistenti nell’implementazione e nell’adozione di servizi ambientali efficienti, solidi e funzionali;
- trasformare le sfide ambientali (tra le più importanti al giorno d’oggi) in opportunità economiche per l’azienda in un’ottica di innovazione e di acquisizione di maggior competitività nel mercato.
Le certificazioni ambientali stanno divenendo sempre più importanti per migliorare il business delle PMI. Molto spesso grandi gruppi industriali ed enti pubblici chiedono ai loro subappaltatori di possedere certificazioni ambientali come prerequisito per la concessione di contratti o appalti. Le certificazioni alle quali punta in prima battuta il progetto WE-EEN sono:
- Il regolamento EMAS Environmental Management And Audit Scheme: strumento volontario per valutare e migliorare le prestazioni ambientali ed economiche e il rapporto con il pubblico e le altri parti interessate;
- La norma ISO 50001: standard internazionale per i sistemi di gestione dell'energia e il miglioramento continuo della prestazione energetica di un’organizzazione.
SELEZIONE PER IL SERVIZIO AMBIENTALE PIÙ INNOVATIVO
Per evitare di “confezionare un vestito” non adatto all’azienda si chiede alle imprese un contributo di idee per lo sviluppo di servizi ambientali ad effettivo valore aggiunto. Gli audit – disponibili in numero limitato – premieranno le idee migliori. Per rientrare nel numero di imprese che potranno usufruire di questi servizi di audit e consulenza gratuiti, si richiede la compilazione di un questionario molto semplice (il primo passo rimane comunque l’indagine conoscitiva citata precedentemente), finalizzato alla valutazione del carattere innovativo e propositivo dell’impresa. La selezione avverrà in base alle risposte e, soprattutto, alle proposte che le imprese avranno fornito nel questionario per quanto riguarda i servizi ambientali.
| 23 Agosto 2012
Comuni e Municipalizzate che intendono passare al porta a porta, o alla raccolta condominiale, si trovano a dover affrontare le mille difficoltà di proporre e far “digerire” qualcosa di fastidioso, faticoso, che scompone abitudini consolidate, sottrae spazi che il cittadino moderno considera imperdibili - tipo i parcheggi - e quant’altro.
Ebbene l’LCA (opportunamente “dosato”) può aiutare a convincere anche i più riottosi della bontà di questo passaggio (al porta a porta/condominiale) sulla base di un semplice ragionamento, cui però i Comuni supportati dalle (ex) Municipalizzate dovrebbero coerentemente attenersi.
È possibile misurare un profilo di impatto ambientale del singolo cittadino (riferendolo magari ad un benchmark reale o desiderabile per l’Amministrazione), e su quella base illustrare, numeri alla mano, al cittadino e alle varie categorie produttive come le diverse abitudini in termini di acquisti, spostamenti, alimentazione, lavoro, socialità etc. influiscano sulla generazione di rifiuti, l’ambiente e la comunità nel suo insieme.
Possiamo utilizzare questa sorta di “proiezione” ambientale (Ecological Rucksack: http://en.ekopedia.org/Ecological_rucksack) dei residenti per sensibilizzarli a prendere coscienza di come i loro comportamenti pesino sull’ambiente e sul destino dei propri figli, e che – modificando ad esempio il modo di considerare e trattare i rifiuti – potrebbero già oggi cominciare a fare “qualcosa di utile” e misurabile con gli strumenti dell’LCA (ma anche in termini economici).
È infatti del tutto evidente come questa operazione debba avere la sua contropartita monetaria. Sarebbe senz’altro vantaggioso (oltre che molto istruttivo per la Cittadinanza) per il Comune e/o per la Multi-Utility istituire un sistema di pesi sui diversi impatti legati alle performances ambientali delle famiglie e delle imprese per (ad esempio) rimodulare in maniera proporzionale le imposte comunali, come la tanto discussa IMU (?), o le tariffe, di competenza della Multi-Utility, o altri aspetti che incentivino o scoraggino determinati comportamenti che hanno ricadute sull’ambiente e l’economia.
Insomma, si possono gettare le basi per una nuova tassazione ambientale (http://www.oecd.org/greengrowth/environmentalpolicytoolsandevaluation/48164926.pdf) a livello comunale, misurata con strumenti e metodologie LCA.
Tutto questo ha un orizzonte più ampio della sola gestione dei rifiuti, ma un approccio di questo tipo è ancora più interessante e ricco di prospettive.
Aghetera in questo periodo sta valutando come gli interscambi tra i diversi settori economici a livello regionale/provinciale (tavole Input-Output) determinino - oltre alle emissioni dirette - anche una serie di impatti (LCA) dovuti alla produzione di rifiuti, sia quelli di processo che quelli dovuti ai consumi finali. Anche questi aspetti possono essere presi in considerazione, per capire quali leve all’interno del sistema economico determinano incrementi o riduzioni significativi nella produzione dei rifiuti alla fonte.
| 08 Febbraio 2012
Aghetera continues its cooperation with Unioncamere del Veneto by writing, coordinating and submitting last week to the FP7 SSH call (7th Framework Programme, Social Sciences and Humanities) the SFEERE project (Social, Financial, Economic and Ecological capitals for smaRt spEcialisation).
The Project consortium is composed as follows:
- Veneto Regional Union of Chambers of Commerce, Venice (http://www.ven.camcom.it/)
- Ecologic Institute, Berlin (http://ecologic.eu/)
- CESUGA-UCD, Santiago de Compostela (http://cesuga.com/en/home/gmx-niv15.htm)
- KTH Environmental Strategies Research, Stockholm (http://www.kth.se/abe/inst/som/avdelningar/fms)
- Siena (http://www.ecodynamics.unisi.it/sito_EGroup/1_people.html) and Venice (http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=92205&id=400400) Universities
- Fieldfare International Ecological Development plc, UK (http://www.fieldfare.biz/Company.htm)
The project distinguishes itself for the strong reference to "Beyond GDP" Economy (Unioncamere del Veneto), R&I, Innovation Management (Venice University), Business/Finance from Biodiversity (Fieldfare), Social-Ecological Resilience Analysis and Social Innovation (KTH), Knowledge Sharing and Management (CESUGA-UCD), Emergy Analysis and Extended Exergy Accounting (Siena and Venice University), Policy Mix for Smart Specialisation (Ecologic Institute).
All of these disciplines and approaches constitute the mix at the base of SFEERE's concept of Smart Regional Specialisation, aimed at favouring the development of physically and evidence-based policy making.















